Correzione dei difetti visivi con occhiali o con lenti a contatto
Per tanti anni gli occhiali hanno rappresentato l' unico mezzo per compensare i difetti visivi di qualunque entità.
I problemi più sentiti, legati all' uso degli occhiali, relativamente alle miopie medie, elevate ed elevatissime sono da addebitare prevalentemente allo spessore al bordo delle lenti e al conseguente peso.
Cerchiamo di fare chiarezza su questo problema.
Lo spessore al bordo di una lente da miopia è influenzato dai seguenti fattori:
Potere diottrico della lente (grado di miopia).
Indice di rifrazione del materiale usato.
Dimensione e forma del cerchio della montatura utilizzata.
Distanza interpupillare.
Il Potere diottrico della lente è l' elemento più determinante per lo spessore al bordo della lente, dal momento che per la miopia si utilizzano lenti divergenti che sono sottili al centro e spesse al bordo. Possiamo quindi concludere che lo spessore al bordo della lente, a parità degli altri 3 fattori sopra elencati, è tanto maggiore quanto più elevato è il grado di miopia.
L' Indice di rifrazione del materiale usato è una proprietà del materiale di cui è costituita la lente. Più è alto l' indice di rifrazione, minore è lo spessore al bordo della lente, a parità degli altri 3 fattori sopra elencati.
I materiali più usati per costruire le lenti oftalmiche (lenti per occhiali) si possono dividere in 2 grandi categorie:
Lenti in vetro minerale
Lenti in materiale organico
Le lenti in vetro minerale si suddividono a loro volta in:
Lenti in vetro crown 1,5
Lenti in vetro crown 1,6
Lenti al titanio 1,7
Lenti al lantanio 1,8
Lenti al lantanio 1,9
Le lenti in vetro crown 1,5 sono, fra quelle in vetro minerale, le più utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,523 e peso specifico 2,61, ha ottime proprietà ottiche, come ad esempio la bassa dispersione cromatica (Numero di Abbe 58,8), l' elevata trasparenza che può essere ulteriormente esaltata con l' applicazione di un trattamento antiriflesso sulle 2 superfici, al fine di ridurre al minimo i riflessi. E' disponibile colorato o fotocromatico, ha la fragilità propria del vetro.
Le lenti in vetro crown 1,6 sono utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere e medie. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,60 peso specifico 2,63 e Numero di Abbe 41,5, ha le medesime caratteristiche del crown 1,5 tranne l' indice di rifrazione che leggermente più alto, ne consegue che a parità delle altre condizioni, lo spessore sarà leggermente inferiore, e la dispersione cromatica leggermente più elevata in quanto inversamente proporzionale al Numero di Abbe.
Le Lenti al titanio 1,7 sono più indicate per le miopie medie, elevate ed elevatissime. L' indice di rifrazione è pari a 1,70 e il peso specifico è 3,21. Rispetto al vetro crown, ha una maggiore dispersione cromatica (Numero di Abbe 35 o 40), maggiore riflessione sulle superfici e maggiore fragilità, oltre al peso notevolmente più elevato. Come tutte le lenti in vetro, anche il vetro al titanio, è colorabile. Concludendo, l' unico pregio delle lenti al titanio è l' alto indice e quindi il ridotto spessore al bordo. Su questo tipo di lenti è raccomandato il trattamento antiriflesso.
Le Lenti al lantanio 1,8 e le Lenti al lantanio 1,9, presentano proprietà simili alle lenti al titanio 1,7, con l' accentuazione di tutti i difetti del titanio, e con l' unico vantaggio di una maggiore riduzione di spessore dovuta al più alto indice di rifrazione (1,80 per il lantanio 1,8 e 1,89 per il lantanio 1,9). In conclusione, le lenti al lantanio sono indicate nelle miopie elevate ed elevatissime, o in tutti i casi in cui il soggetto vede come assolutamente prioritaria la riduzione di spessore.
Lenti in materiale organico
Le lenti in materiale organico sono disponibili in svariati indici di rifrazione che vanno dall' 1,50 del classico materiale organico chiamato CR39, all' 1,67 e all' 1,74 dei relativamente nuovi materiali organici con i quali si ottengono lenti sottili come o più di quelle al titanio, con il grande vantaggio dell'infrangibilità e di una notevole riduzione di peso. Il lato negativo dei materiali organici in genere, è dato dalla scarsa resistenza alle abbrasioni, difetto che comunque è stato attenuato dai nuovi trattamenti indurenti applicati alle superfici, anche in accoppiamento al trattamento antiriflesso multistrato e ad un altro trattamento che ne facilita la pulizia. Comunque è opportuno porre molta attenzione nella pulizia delle lenti organiche, evitando assolutamente di strofinare le superfici se prima non sono state accuratamente lavate in acqua corrente, al fine di rimuovere eventuali particelle abbrasive.
La Dimensione e forma del cerchio della montatura utilizzata rappresenta un altro fattore importante nella determinazione dello spessore delle lenti e quindi del risultato finale. Nella scelta della montatura, a meno che non si tratti di correzioni molto lievi dal punto di vista diottrico, non bisogna tenere conto solo del fattore estetico e di tendenza, ma, quando i valori di miopia, ipermetropia o astigmatismo superano le 2 diottrie, è opportuno scegliere fra montature di dimensioni tanto più contenute quanto maggiore è il grado del difetto visivo e quanto più piccola è la Distanza interpupillare del soggetto, tenendo comunque presente che se da un canto la montatura di piccole dimensioni permette di ottenere delle lenti più sottili, il campo visivo risulta inevitabilmente ridotto.
Quanto detto relativamente allo spessore e al peso delle lenti vale oltre che per la miopia, anche per l' ipermetropia e per l' eventuale astigmatismo, soltanto che, mentre per la miopia semplice o associata ad astigmatismo miopico, lo spessore maggiore si presenta nella parte periferica delle lenti, nel caso dell' ipermetropia semplice o associata ad astigmatismo ipermetropico, lo spessore maggiore è al centro.
Le lenti a contatto rappresentano una alternativa agli occhiali in una buona percentuale di casi.
Possiamo suddividere le lenti a contatto nelle seguenti categorie:
Lenti a contatto morbide disposable (a ricambio frequente)
Lenti a contatto morbide tradizionali
Lenti a contatto gas-permeabili (semirigide)
Le Lenti a contatto morbide disposable sono sicuramente le più usate. Sono caratterizzate da una sufficiente permeabilità all' ossigeno e da una buona tollerabilità, il loro utilizzo è ammesso solo su occhi che non presentano alcuna patologia a carico di congiuntiva, palpebre e cornea. E' raccomandato il rispetto dei tempi di utilizzo e di ricambio, che non devono mai superare quelli raccomandati dal contattologo.
In teoria, tutti i difetti visivi dovuti a errore refrattivo, possono essere compensati con lenti a contatto disposable di tipo adeguato.
Possiamo distinguere questo tipo di lenti a contatto in base a tre criteri:
Frequenza di sostituzione espressa in giorni
Tempi di utilizzo giornaliero espresso in ore
Tipo di difetto visivo che la lentina è in grado di compensare
Relativamente alla frequenza di sostituzione, sono disponibili lenti a contatto a sostituzione Giornaliera, Bisettimanale e Mensile.
Le lenti a contatto a sostituzione Giornaliera danno la massima garanzia dal punto di vista igienico, non richiedono liquidi conservanti o soluzioni uniche, ma, purtroppo dal punto di vista economico, se usate sistematicamente tutti i giorni, non si possono certo definire molto convenienti. Se invece l' uso è occasionale, ad esempio per praticare attività sportive un paio di volte a settimana, ecco che l' utilizzo di questo prodotto diventa economicamente conveniente.
Le lenti a contatto a sostituzione Bisettimanale rappresentano il giusto equilibrio fra ottima tollerabilità, data appunto dalla frequente sostituzione, e il costo di esercizio sicuramente accettabile. E' comunque raccomandato l' uso di soluzioni conservanti o suluzioni uniche, dal momento che questo tipo di lentina viene riutilizzato per 2 settimane.
Le lenti a contatto a sostituzione Mensile rappresentano la migliore soluzione per quelle persone che mettono al primo posto l' economicità dei costi di esercizio, senza penalizzare la qualità. Queste lentine vanno riposte giornalmente in liquido conservante o soluzione unica. Tali soluzioni vanno rinnovate giornalmente.
Relativamente ai tempi di utilizzo giornaliero, sono disponibili lenti a contatto morbide costruite con materiali contenenti diverse percentuali di acqua, dal 38% fino all' 80%, adatte ad un utilizzo giornaliero non superiore alle 10/12 ore, comunque da rimuovere dagli occhi durante le ore di sonno, e lenti a contatto morbide costruite con i nuovi materiali come il silicone-idrogel e simili, che a fronte di un minore contenuto di acqua, lasciano passare molto più ossigeno, e di conseguenza permettono l' uso prolungato anche durante il sonno.
Per quanto riguarda il tipo di difetto visivo che la lentina è in grado di compensare, possiamo distinguere le lenti a contatto disposable in:
Lenti a contatto per miopia
Lenti a contatto per ipermetropia
Lenti a contatto toriche (per astigmatismo)
Le lenti a contatto per miopia sono sicuramente le più usate e danno i migliori risultati, dal punto di vista della nitidezza della visione, in presenza di miopia semplice. Va precisato che, anche in caso di miopia associata a lieve astigmatismo, il visus ottenuto con questo tipo di lente a contatto risulta soddisfacente se l' astigmatismo non supera il valore di 1/3 circa della miopia a cui è associato, e che il potere diottrico della lentina venga calcolato applicando la regola dell' equivalente sferico che consiste nell' aggiungere al valore della componente miopica, la metà del valore dell' astigmatismo che si vuole compensare, ad esempio; un occhio con una miopia di 3 diottrie associata ad un astigmatismo di 1 diottria, può avere un visus soddisfacente utilizzando una lente a contatto per miopia di 3,5 diottrie. Naturalmente questo è solo un calcolo teorico, nella pratica è indispensabile che un ottico optometrista esperto in contattologia faccia gli opportuni calcoli e prove pratiche sopratutto tenendo conto delle esigenze lavorative o di studio dell' ametrope.
Per le lenti a contatto per ipermetropia valgono le stesse regole applicate per la miopia in relazione all' eventuale astigmatismo, mentre va posta maggiore attenzione al numero di ore di utilizzo giornaliero in quanto queste lentine presentano un maggiore spessore al centro e quindi una minore permeabilità all' ossigeno.
Si ricorre invece alle lenti a contatto toriche quando si è in presenza di astigmatismo puro superiore a 0,5 diottrie o di valore uguale o superiore al valore della miopia o ipermetropia ad esso associati, e comunque quando non è possibile ottenere un visus soddisfacente con le lenti a contatto per la miopia o l' ipermetropia semplici.
Per le lenti a contatto morbide tradizionali vale tutto quanto detto per per le morbide a ricambio frequente, relativamente ai diversi materiali con differente contenuto idrico e alla capacità di compensare praticamente qualunque difetto visivo, astigmatismo compreso. Più accurata e scrupolosa dovrà invece essere la manutenzione, per il fatto che queste lenti a contatto vengono normalmente riutilizzate per un anno e oltre. E' comunque opportuno aumentare la frequenza dei controlli al fine di scongiurare l' insorgenza di problemi a livello della congiuntiva, o peggio della cornea.
Le lenti a contatto gas-permeabili (semirigide) rappresentano un capitolo a parte. Sono costruite in un materiale che si lascia attraversare da una buona quantità di ossigeno, ma la loro consistenza è molto diversa dalle morbide. Il portatore, specie all' inizio, avverte una maggiore sensazione di corpo estraneo, che comunque, se la lentina è stata realizzata correttamente, tende a scomparire nel giro di qualche giorno. I vantaggi sono rappresentati dal fatto che, il materiale oltre a garantire una buona ossigenazione dei tessuti corneali, permette di realizzare delle geometrie altamente personalizzate e riproducibili. Di norma sono utilizzate nella compensazione di astigmatismi di una certa entità, o irregolari, nella terapia del cheratocono grazie alla loro azione contenitiva, ma non mancano casi di compensazione di difetti visivi semplici, su soggetti che le utilizzano da molti anni.